INTERVISTA ALLO SCRITTORE FRIULANO GIAN MARIO VILLALTA " L' APPRENDISTA " CANDIDATO PREMIO STREGA 2020
1) Caro Gian Mario da quale evento è nato L 'APPRENDISTA CANDIDATO AL PREMIO STREGA 2020 ?
Non c’è stato un evento in particolare, ma un lungo periodo di osservazioni e di pensieri, che nascevano e ritornavano in relazione a un fatto specifico non molto significativo in sé: mi è capitato di parcheggiare tutti i giorni vicino a una chiesa.
Lasciando l’auto e ritornando a prenderla, tutti i giorni, a ore diverse, ho iniziato a interessarmi dell’esistenza di quel microcosmo, che a sua volta rimane (anche se frammentato) lo specchio del macrocosmo globale dove stiamo tutti (e poi va detto che battesimi, matrimoni e funerali ci portano a frequentare la chiesa anche se non siamo praticanti).
Aggiungo che le chiese sono anche i luoghi di una millenaria tradizione: mi capita di entrare spesso nelle chiese, quando sono fuori casa, e a volte anche “in casa”, fuori dagli orari delle funzioni religiose.
E poi, però, il romanzo è venuto fuori in un giorno freddo e piovoso, quando ho “sentito” arrivare quella voce, la voce di Tilio, l’”apprendista” (così si definisce lui, con ironia) sacrestano.
E la sua voce era già collocata dentro quella “scena”, in chiesa, in sacrestia.
2) QUANTO il Friuli ha influito nella stesura del Romanzo ?
Il Friuli occidentale e il Veneto orientale, che conosco bene, sono coinvolti interamente, tanto che non ho voluto dare un’identità precisa al paese, e potrebbe essere Pordenone quanto Vittorio Veneto, Portogruaro quanto Sacile.
Di questa realtà c’è tutto: la demografia e l’economia, la condizione urbanistica e il bisogno di comunità legato alla percezione di una delusione generale, o forse di una generale disillusione.
Vivo questa realtà in molti modi e con diversi ruoli, sempre intensamente, e perciò - sotto molti aspetti - il romanzo è anche un tentativo di comprendere ciò che si vede meno, lasciato ai margini della comunicazione, ma che viene alla percezione sotto forma di disagio o, forse, anche di una necessità di cambiamento.
3) QUALE ROMANZO secondo te si può leggere ad ogni età ?
Un buon romanzo si può leggere sempre, non importa l’età.
Alcuni hanno avuto una particolare attenzione da un pubblico più giovane, per esempio, e poi sono stati indirizzati verso la categoria “ragazzi”, penso a Huckleberry Finn di M. Twain o a Kim di R. Kipling, ma non erano stati scritti “per ragazzi”.
L’editoria ha provveduto, nei decenni più recenti, a compartimentare i lettori come “consumatori”, indirizzando loro dei prodotti specifici.
Se è vero, però, che ci sono libri sbagliati per certe persone e giusti per certe altre, non credo che l’età sia un vero discrimine. E questo vale anche per gli “anziani”. Un settantenne che non sa gustarsi Dickens o Stevenson non sa cosa perde.
4) Quali i Tuoi progetti Futuri ?
Al momento cercare, con gli amici che lavorano insieme a me e con tutta la Fondazione, di tenere in piedi il festival pordenonelegge e le varie attività che gli abbiamo costruito intorno.
È un momento molto difficile, a questo proposito.
E poi vorrei concentrarmi su un libro di poesie che sto scrivendo da qualche anno per dargli una forma definitiva. Ma ci vuole la vita, per la poesia.
E da un paio di mesi la vita pare rinviata a data da destinarsi.
RINGRAZIO LO SCRITTORE GIAN MARIO VILLALTA PER AVERMI CONCESSO TALE INTERVISTA
GIANLUIGI MELUCCI BLOGGER FREE LANCE

RINGRAZIO GIAN MARIO VILLALTA
RispondiEliminaANCHE IO AMO CHARLES DICKENS
RispondiEliminaBellissimo il FRIULI
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